L’esperienza di Stage di Daniela Pellicani

danielaNon ero mai entrata in una cucina professionale prima, e in tutta sincerità non so se mi capiterà di entrare in una cucina diversa. La sede del mio stage è la sala ricevimenti Hotel Pineta a Ruvo di Puglia.

Ho affrontato questa esperienza come affronto qualsiasi novità si presenta nella mia vita: con curiosità, entusiasmo,voglia di fare bene.

Il primo giorno è stato il peggiore, credo. Nuovo ambiente del tutto sconosciuto, nuove persone con cui rapportarmi, nuove cose da fare. Mi hanno “annusato”, sono partiti piano piano con diffidenza (giustamente, non mi conoscevano!) e dandomi comandi facili da eseguire (taglia i pomodori, lava la verdura…). La difficoltà maggiore che ho incontrato è stata quella di non poter eseguire i comandi immediatamente, perché ero spaesata, non sapevo muovermi, non sapevo dove cercare le cose. Era una brutta sensazione, ma l’ho combattuta ed ovviamente ho vinto io (come sempre o quasi, aggiungerei).

Con il passare dei giorni le cose sono andate sempre meglio. Io ho imparato come muovermi e sono diventata più sicura di me. I compiti assegnatimi sono diventati sempre più vari, interessanti e sempre più inerenti alla mia mansione.

Il lato peggiore di tutta la faccenda - se proprio devo trovarne uno - è che finisco la giornata di stage completamente distrutta e poi torno a casa, dove mi aspettano altre ore di lavoro, sebbene più piacevole!

CONSIDERAZIONI

Posso affermare che tutta l’esperienza è positiva, ma mi rendo conto che il lavoro in sé è molto faticoso e molto mal retribuito. Continuo lo stage perché faccio cose che mi piacciono e farle mi fa stare bene, ma sinceramente non so se potrei fare l’operatrice della ristorazione e venire pagata pochissimo. Non è un lavoro come gli altri. E’ faticoso, pieno di responsabilità e richiede lunghi periodi di gavetta che non sono sicura di voler affrontare ancora una volta.

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