L’esperienza di Stage di Giovanni Grasso

Per quel che mi riguarda, lo stage sta procedendo come meglio non potrebbe, anche se nel mio caso, a differenza dei miei compagni che si sono affacciati per la prima volta con il loro nuovo ambiente lavorativo, è stato un ritorno al passato, poiché ho già avuto esperienze lavorative con la mia azienda di stage, anche se in ambiti differenti da quelli attuali.

La mia più grande fortuna è quella di poter lavorare con due chef, diversi tra di loro, ma entrambi disponibili, capaci di spiegarmi con semplicità ed efficienza ogni mia curiosità; poiché, le domande vengono spontanee quando c’è l’interesse e la voglia di sapere.

Devo ammettere però, che lo stare in cucina all’inizio non è stato facile: doversi ricordare dove prendere e riporre ogni singolo utensile, il riuscire a muoversi autonomamente senza dover chiedere spiegazioni di sorta, ma soprattutto mettere in pratica correttamente quello che mi era stato insegnato.

Come ho detto in precedenza, non sono stato esente da difficoltà e indecisioni che mi demoralizzavano, poiché sapevo di poter fare molto di più e meglio, ma l’incapacità, l’inesperienza e altri fattori mi impedivano di dare quanto secondo me ero in grado di dare. In più, a causa della mia inesperienza vi erano delle volte in cui mi sentivo in colpa, poiché ero latore di intoppi che costringevano i miei colleghi a riparare alle mie mancanze.

La cosa più bella, è stata quella di farmi sentire accolto fin dal primo istante, mettendomi fin da subito all’opera, e senza mai estraniarmi dal loro team ormai collaudato da anni di esperienza.

Non è passato che poco più di un mese e mezzo, ma, in questo periodo ho notato dei miglioramento sostanziali in ogni ambito, colmando lacune e difficoltà che mi hanno permesso di rendermi un po’ più autonomo, più sicuro di me e di quello che faccio (anche se il lavoro è ancora molto lungo).

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